mercoledì 3 febbraio 2010

Musica - 'Orchestrion', di Pat Metheny


Recensione a cura di Filippo Benedetto

Orchestrion
Pat Metheny
Etichetta: Nonesuch/Warner
data uscita: 26/01/2010
Prodotto da Pat Metheny
Prezzo: 20,40 euro



'Non chiamatemi scienziato, sono solo un musicista jazz'. Questa frase deve averla ripetuta in più interviste Pat Metheny, dopo l'uscita del disco e a seguito del clamore suscitato dall'incredibile strumento polifonico resuscitato dal XIX secolo che ha permesso che l'Orchestrion project divenisse realtà. Una realtà rincorsa, per la verità, da oltre 30 anni (più o meno da quando Metheny è divenuto un jazzista professionista). E il bello del jazz è che si può improvvisare su tutto, grazie ad una ricerca musicale costante ed in continua evoluzione. 
Se il jazz è il concetto, la tecnologia è il mezzo per realizzarlo. Fondi tecnologia a jazz-thinking e ottieni, dunque, 'Orchestrion': il nuovo gioiello della discografia di Pat Metheny. Il famoso chitarrista e compositore Metheny avrà avuto di che gioire, essendo questo un esperimento musicale unico nel suo genere: avere la possibilità di essere, per davvero, un 'one man band'. Finalmente il Pat Metheny Group non è soltanto un moniker, ma una viva e percebile realtà. Ma cos'è Orchestrion?  Si tratta di  un particolarissimo organo a 900 canne e 39 pedali inventato da Abt Vogler sul finire del XVIII secolo (di cui qui a destra potete vedere la foto) e che grazie alle più sofisticate tecnologie moderne (programmi software, ma non solo) è potuto diventare l'orchestra personale di Metheny... suonata da Metheny stesso.  
Il risultato è sorprendente dal punto di vista musicale. Sembra che questo nuovo progetto abbia rigenerato notevolmente la vena creativa del musicista americano, spingendolo ancora più in là nella ricerca melodica e soprattutto stilistica. Insomma, quello compiuto con 'Orchestrion'  è una sorta di miracolo jazzistico che potrebbe aprire nuove vie alla ricerca tecnologica applicata ai suoni. Il bello di questa singolare ed entusiasmante nuova  avventura metheniana è che nelle composizioni (5 in tutto) che compongono l'album, non c'è nulla di minimamente avvertibile come 'artefatto', 'freddo'. Tutt'altro: il suono è caldo, le composizioni fluide e armoniche come non mai e eseguite in maniera impeccabile. A coronare il tutto c'è da segnalare l'immancabile DVD allegato al compact disc che, attraverso il racconto di Metheny stesso, mostra visivamente le grandi potenzialità di 'Orchestrion' sotto tutti i punti di vista. In una recente intervista a Sky, Metheny alla domanda se questo esperimento potesse rappresentare, musicalmente parlando, un 'salto nell'ignoto' ha risposto '[...]Non avevo idea di che potesse succedere. Ho ordinato gli strumenti e poi ci ho lavorato. Potrei fare un milione di cose diverse. Orchestrion è un album mio. Rappresentando l'ingresso in un nuovo territorio ho deciso di non trasgredire molto'. Ecco, in questa ultima frase è racchiuso il segreto della bellezza di quest'album che, grazie ad uno strumento antico, è riuscito in soli 50 minuti a raccontare la melodia del presente scavando nell'animo di un grande musicista ed espandendone la creatività.  

Tracklist:
1. Orchestrion (15:48)

2. Entry Point (10:28)
3. Expansion (8:34)
4. Soul Search (9:17)
5. Spirit of the Air (7:44)










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